Viva La Vita Italia si costituisce Parte Civile per la morte della piccola Sofia

Il Movimento Vite Sospese, l’associazione Viva La Vita Onlus Italia e l’associazione Sicilia Risvegli onlus,  hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento contro gli Ospedali Civili di Brescia, avviato dopo la denuncia dei genitori della piccola Sofia Parisi, la bambina di Civitavecchia affetta da atrofia muscolare spinale (SMA) di tipo 1 e morta in attesa di ricevere le cure con le cellule staminali del Metodo Stamina.
Quando è morta, lo scorso 2 giugno, la piccola Sofia era nella lista d’attesa dell’ospedale, l’unico in Italia dove è possibile ottenere le cure del professor Davide Vannoni.

La bambina, come centinaia di malati, aveva ottenuto l’autorizzazione dal giudice del Lavoro a curarsi con il Metodo Stamina nel mese di aprile.

Per due mesi i suoi genitori hanno atteso invano la telefonata degli Spedali Civili per iniziare la terapia, poi Sofia è morta.

Ora i genitori di Sofia, Claudio Parisi e Simona Birce, hanno denunciato l’ospedale di Brescia per omicidio colposo, e la Procura ha aperto un’inchiesta.

Il Movimento Vite Sospese, che è dedicato a Salvatore Crisafulli e a Santa Illuminati – morti in attesa di potersi sottoporre alla terapia Stamina – ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario, insieme alle associazioni Sicilia Risvegli onlus (di cui Salvatore Crisafulli era il fondatore) e noi di Vita La Vita Onlus Italia con oltre 30 associati in Lista d’attesa.

3 settembre 2013
L’ufficio stampa

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