10 Risposte alle domande per G. Golia

proviamo a rispondere alle 10 domande formulate in queste ore per Giulio Golia

10 Risposte alle domande per G. Golia

23 ottobre, 2013
Inserito da: vivalavita
Caricato In: Notizie

  • 1) portare come confronto il caso Di Bella non mi sembra una cosa positiva…

    2) In uno dei primi video a Le Iene se non sbaglio il padre di Celeste diceva che avrebbe lasciato la terapia se dopo 2 infusione non avesse visto miglioramenti, la terapia l’ha continuata evidentemente avrà visto qualche miglioramento dopo poche settimane, questo va in contraddizione con quanto affermato da Vannoni, inoltre se una (presunta) cura non riesce a mostrare neanche minimi segni di miglioramento dopo 18 mesi, non so quanto possa essere considerata efficace…

    3) Per finire il prof. Bach (da voi citato) successivamente si mostra molto scettico nei confronti della terapia di Vannoni: http://daily.wired.it/news/scienza/2013/10/17/bach-stamina-vannoni-video-463487.html

    4) Sarebbe interessante capire dove sono documentati i miglioramenti di Celeste e di tutti gli altri pazienti…

    5) Se è vero che non si può definire una persona delinquente fino a che non c’è stata una sentenza definitiva è altrettanto vero che non si può pretendere che una terapia per la quale non esiste alcuna documentazione, non esiste alcuna pubblicazione, non esiste nessuna sperimentazione in vitro tanto meno in vivo, sia definita come “la Cura” tanto meno che sia somministrata in strutture pubbliche!

    6) Sarebbe il caso di leggerla la legge allora:
    http://gazzette.comune.jesi.an.it/2003/173/2.htm
    Art. 2.
    1. L’autorizzazione all’uso del medicinale di cui all’art. 1 puo’
    essere rilasciata soltanto qualora ricorrano le seguenti condizioni:
    a) il medicinale sia gia’ oggetto, nella medesima specifica
    indicazione terapeutica, di studi clinici sperimentali, in corso o
    conclusi, di fase terza o, in casi particolari di condizioni di
    malattia che pongano il paziente in pericolo di vita, di studi
    clinici gia’ conclusi di fase seconda;
    b) i dati disponibili sulle sperimentazioni di cui alla lettera a) siano sufficienti per formulare un favorevole giudizio sull’efficacia e la tollerabilita’ del medicinale richiesto.

    Il decreto DM 08/05/2003 è stato successivamente modificato dal DM 07/11/2008, imponendo che I farmaci per poter essere utilizzati all’interno delle “cure compassionevoli” devono essere prodotti secondo le GMP:
    art. 1 (così come modificato dal DM 07/11/2008)
    1. Un medicinale prodotto in stabilimento farmaceutico o importato secondo le modalita’ autorizzative e i requisiti previsti dall’art. 13 del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e dal Capo III del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 200, sottoposto a sperimentazione clinica sul territorio italiano o in
    Paese estero, privo dell’autorizzazione di cui all’art. 8 del decreto legislativo del 29 maggio 1991, n. 178, puo’ essere richiesto all’impresa produttrice per uso al di fuori della sperimentazione clinica quando non esista valida alternativa terapetica al trattamento di patologie gravi, o di malattie rare o di condizioni di malattia che pongono il paziente in pericolo di vita.

    Mentre la legge 94/98 dice:
    2. In singoli casi il medico puo’, sotto la sua diretta
    responsabilita’ e previa informazione del paziente e acquisizione del
    consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto
    industrialmente per un’indicazione o una via di somministrazione o
    una modalita’ di somministrazione o di utilizzazione diversa da
    quella autorizzata, ovvero riconosciuta agli effetti
    dell’applicazione dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 21
    ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n.
    648, qualora il medico stesso ritenga, in base a dati
    documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato
    con medicinali per i quali sia gia’ approvata quella indicazione
    terapeutica o quella via o modalita’ di somministrazione e purche’
    tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su
    pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale.

    Per finire l’art. 1 comma 4 della legge 536/96 dice:
    4. Qualora non esista valida alternativa terapeutica, sono erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, a partire dal 1 gennaio 1997, i medicinali innovativi la cui commercializzazione e’ autorizzata in altri Stati ma non sul territorio nazionale, i medicinali non ancora autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica e i medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, inseriti in apposito elenco predisposto e periodicamente aggiornato dalla Commissione unica del farmaco conformemente alle procedure ed ai criteri adottati dalla stessa. L’onere derivante dal presente comma, quantificato in lire 30 miliardi per anno, resta a carico del Servizio sanitario nazionale nell’ambito del tetto di spesa programmato per l’assistenza farmaceutica.

    In sostanza attualmente sembra essere totalmente illegale la somministrazione di tale terapia visto che le cellule NON vengono prodotte in GMP tanto meno la terapia si trovano in una fase di sperimentazione clinica ne di fase 2 ne di fase 3, non si tratta di un farmaco approvato all’estero, ne di un farmaco approvato ma da volersi impiegare per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, ma trascurando questo, resta il fatto ho dei dubbi sull’autorevolezza CellR4, che bisogna capire se quello pubblicato lì sia un articolo di commento di Ricordi o un vero articolo scientifico e se si quali dati riportava questo articolo dato che non ho visto da nessuna parte citazioni ad esso, è vero che esistono le cartelle cliniche, ma appunto se Vannoni le ha, pubblichi i dati che si possono ottenere analizzandole!
    Già sarebbe qualcosa avere questi dati…

  • Buongiorno,
    mi permetto timidamente di fare un solo commento, in particolare alla prima risposta data alle dieci domande.
    Il metodo scientifico, quello che ci ha permesso -da Galileo in poi- di avere una qualità della vita che migliora di decennio in decennio, se non di anno in anno, prevede che risentimenti, pregiudizi e opinioni personali non facciano parte del metodo di giudizio.
    Ogni scienziato che si rispetti presenta i suoi metodi e risultati e viene giudicato dai suoi pari.
    Nessuno deve convincere il sig. Vannoni a rendere pubblico il metodo, se non desidera sia pubblico. Ma se vuole che lo stato italiano -cioè noi, la comunità- investa in questo metodo, ha l’obbligo di presentare alla comunità scientifica metodi e risultati, negli standard in vigore nella comunità scientifica.
    Così tutti potremmo vedere se dice panzane o se dice cose serie.
    Questo non lo ha ancora fatto, e non si capisce il perché. Se non si fida della comunità scientifica italiana, presenti i dati alla comunità scientifica internazionale. Se non si fida manco di quella, ci spiace, ma quello che fa non è scienza.

  • Lascia un Commento

    Devi essere registrato per lasciare un commento.