STAMINA: Medici contro Malati

Com’è possibile che i medici cattolici chiamino a un loro convegno Elena Cattaneo, nota per i suoi studi sulle cellule embrionali finanziati da fondi pubblici? Com’è possibile che, dovendo parlare di Stamina, non si invitino a un convegno coloro che hanno messo a punto questa terapia?

E’ quello che è accaduto oggi, 26 ottobre, a Roma. Un altro tentativo, l’ennesimo, di screditare le terapie con le cellule staminali del Metodo Stamina a scapito dei malati gravissimi in cura a Brescia e di tutti gli altri che sperano ancora di potervi accedere. Questa volta, però, era coinvolta anche la Chiesa.

Dopo le telefonate di Papa Francesco ai genitori dei bambini in cura a con la Stamina, i medici scientifici cattolici attaccano la medesima cura a Roma a margine di un convegno il cui focus non erano certo le cellule staminali.

Tutto è accaduto durante il 42esimo Congresso nazionale dell’Anmirs, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, presso l’hotel Sheraton Golf Parco De’ Medici di Roma. Focus del dibattito era il delicato momento che stanno vivendo alcune importanti strutture della capitale come l’Idi -San Carlo e il Fatebefratelli Isola Tiberina. Ma nel convegno è stato poi aggiunto un momento dedicato alle cure con staminali, o meglio, come si legge sull’invito, un momento dedicato al “MERCATO DELLA SPERANZA – quando terapie non efficaci vengono usate lo stesso”. Nell’invito stesso c’era scritto che “grazie alla presenza ed al contributo di docenti internazionali” sarebbe stato analizzato “il rischio che terapie non sperimentate si affermino ugualmente creando speranze e false aspettative nei pazienti”.
Chi erano gli esperti chiamati a parlare di queste cure? I “soliti noti”, ovvero i detrattori della Stamina.
Questo l’elenco degli esperti chiamati dall’Anmirs:

1) Luca Pani, Direttore Generale dell’Aifa; Felice Eugenio Agrò, Professore Ordinario e Direttore di Scuola di Specializzazione di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e Terapia del Dolore presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma;
2) Paolo Bianco, Ordinario di Anatomia Patologica e Direttore del Laboratorio staminali del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università “La Sapienza”;
3) Elena Cattaneo, Ordinario di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano;
4) Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina dell’Università “La Sapienza”;
5) Michele De Luca, Ordinario di Biochimica presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Amedeo Santosuosso, Consigliere della Corte d’Appello di Milano e docente di Diritto presso l’Università di Pavia.

C’erano, però, a quel convegno alcuni attivisti del Movimento Vite Sospese. Accorsi nella speranza di sentir parlare di cure con cellule staminali in maniera corretta, specie dopo le parole di Papa Francesco alle famiglie dei malati, hanno scoperto, invece, che era in atto l’ennesimo tentativo di screditare la terapia Stamina e i suoi sostenitori, ovvero le famiglie dei malati, le famiglie di persone condannate a morte.
I nostri attivisti non si sono lasciati pregare e hanno subito fatto sentire la loro voce, denunciando il metodo mafioso con il quale vengono organizzati questi convegni per screditare una cura e denunciando l’atteggiamento mafioso con il quale questi signori, tra l’altro sempre gli stessi, tentano di informare il mondo scientifico a modo loro.
Li abbiamo interrotti, gli abbiamo chiesto perché non avevano invitato Vannoni, perché temono un contraddittorio? Ma dovendo parlare di Stamina, non sarebbe stato più corretto invitare anche chi la Stamina la applica? Il nostro intervento gli ha dato molto fastidio, ne è scaturito un parapiglia”, riferiscono gli attivisti del Movimento Vite Sospese, denunciando che “quando siamo arrivati stavano dicendo che la Stamina non ha fondamenti scientifici, che è come somministrare veleno di serpenti ai malati, che le cure a Brescia sono state autorizzate dall’ignoranza del Governo, che non bisognava autorizzare la terapia Stamina a Brescia. Il tutto nell’assenza totale di un contraddittorio, e nell’ignoranza totale dei miglioramenti dei piccoli pazienti in cura a Brescia. Le nostre obiezioni non sono piaciute ai detrattori della Stamina, che hanno minacciato di chiamare i carabinieri per farci andar via, nonostante la presenza di un paziente in carrozzella”.

26 ottobre 2013

UFFICIO STAMPA MOVIMENTO VITE SOSPESE

stampa@movimentovitesospese.it

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