Leucodistrofie - Viva La Vita Italia
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Leucodistrofie

Altre patologie neurodegenerative collegate al metabolismo anomalo della mielina nella persona sono chiamate Leucodistrofie e sono classificate tra l’eterogeneo gruppo delle malattie da accumulo lisosomiale.

Il termine leucodistrofia deriva dal greco leuko (bianco), dys (mancanza di), e trophè (crescita).

Le leucodistrofie sono causate da un difetto genetico che porta all’ accumulo di sostanze che degradano la mielina o ne interferiscono con la sintesi. Si tratta di malattie inizialmente asintomatiche, in cui si manifestano successivamente sintomi di rigidità muscolare, ipotonia, deficit visivi e/o uditivi, ritardo psico-motorio, perdita di abilità acquisite.
La caratteristiche di ogni leucodistrofia dipendono dal tipo di difetto genetico, e quindi di metabolica tossico che si accumula.

LEUCODISTROFIA METACROMATICA

La leucodistrofia metacromatica o malattia di Scholz o anche deficit di Arilsulfatasi è una malattia da accumulo lisosomiale di tipo autosomico recessivo, ed è comunemente classificata nel gruppo delle malattie leucodistrofiche.

A seconda dell’età di insorgenza e della gravità dei sintomi si distinguono quattro principali forme cliniche: tardo-infantile(insorgenza tra i 6 mesi e i 2 anni); giovanile precoce (insorgenza tra i 4 e i 6 anni); giovanile tardiva (insorgenza tra i 6 e i 12 anni); adulta (insorgenza dopo i 12 anni).
Tutte le forme comportano un progressivo deterioramento delle funzioni motorie e neurocognitive, con diversa gravità a seconda dell’età di insorgenza.

“Le forme infantili e giovanili sono le più gravi”

I bambini perdono la capacità di parlare, ma comunicano ancora con lo sguardo, la risata e il pianto. Nella fase terminale anche questa capacità viene persa e i piccoli pazienti riescono a malapena a muovere gli occhi e fanno fatica a deglutire. Nell’arco di qualche anno dalla diagnosi il decorso della malattia ha un esito infausto.

Le Cause

La malattia è ereditaria con trasmissione autosomica recessiva, è coinvolto il locus 22q13.31. I soggetti eterozigoti sono riconoscibili per una diminuzione dell’enzima arilsulfatasi di circa il 50%.
La malattia consiste in un accumulo di una sostanza metacromatica (determina viraggio del colore della luce trasmessa) birifrangente, costituita da accumuli di sulfatidi nella sostanza bianca (mielina) nelle cellule nervose dell’oligodendroglia, nelle cellule di Schwann e nei nervi in generale. Successivamente le cellule muoiono per fenomeni fibrotici, e le cellule superstiti presentano inclusioni tipiche e non.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata sulla base dell’osservazione clinica e di esami strumentali e di laboratorio, tra cui il dosaggio dell’attività enzimatica dell’ARSA e dei sulfatidi non metabolizzati nelle urine, la misurazione della velocità di conduzione nervosa, l’analisi genetica con ricerca delle mutazioni del gene ARSA.

Le tecniche di neurovisualizzazione (tomografia e risonanza magnetica) evidenziano anomalie nella sostanza bianca del cervello. Nelle gravidanze a rischio può essere effettuata la diagnosi prenatale tramite villocentesi o amniocentesi. Nelle famiglie a rischio, il dosaggio dell’attività ARSA può essere utile per l’identificazione dei portatori sani.

Terapie e Trattamenti

Non esiste attualmente una cura per questa malattia.

Si controlla solitamente il sintomo dolore. Nelle forme asintomatiche o presintomatiche si sta sperimentando il trapianto di midollo osseo con trapianto di cellule staminali, nel tentativo di capire se questo è in grado di arrestare l’evoluzione della malattia e i suoi sintomi sul SNC e sul SNP; sul primo i risultati sembrano promettenti.

MALATTIA DI KRABBE

Conosciuta anche come leucodistrofia a cellule globose o galattosilceramide lipidosi, è una rara, spesso fatale, malattia degenerativa che affligge la guaina mielinica degli assoni del sistema nervoso centrale.
La malattia è ereditaria con carattere autosomico recessivo.

Ne esistono due forme: quella più comune (circa 90% dei casi) insorge già entro i 3-6 mesi di età e si manifesta in modo progressivo. Inizialmente i bambini colpiti mostrano irritabilità, ipersensibilità ai suoni, febbri ricorrenti in assenza di infezioni, vomito e perdita di peso, arresto dello sviluppo, rigidità. Successivamente perdono le abilità acquisite fino a quel momento, acquisiscono rigidità e possono presentare crisi convulsive. Nella fase terminale diventano ciechi e sordi, sono incapaci di movimenti volontari e, in genere, muoiono entro i primi tre anni di vita.
La forma a insorgenza tardiva compare invece durante l’infanzia, l’adolescenza o addirittura l’età adulta.

Le Cause

La malattia di Krabbe è causata da alterazioni a carico del gene GALC, codificante per l’enzima galattocerebrosidasi, responsabile dello smaltimento di particolari sostanze che, se non eliminate, si accumulano e diventano tossiche per le cellule. Si trasmette con modalità autosomica recessiva: i bambini colpiti hanno ereditato due copie alterate del gene, una da ciascun genitore.

“I genitori, quindi, sono portatori sani della malattia”

Diagnosi

La diagnosi avviene grazie a indagini strumentali come la risonanza magnetica cerebrale, e a test enzimatici che consentono di misurare l’attività della galattocerebrosidasi. L’analisi molecolare (ricerca di alterazioni in GALC) non è molto sensibile, ma può essere utilizzata per la diagnosi prenatale nelle nuove gravidanze di coppie che abbiano già avuto un bambino colpito dalla malattia.

Terapie e Trattamenti

Non esiste attualmente una cura definitiva per questa malattia.

Tuttavia i bambini con malattia di Krabbe a insorgenza precoce sono candidati per il trapianto di midollo osseo o di cellule staminali da cordone ombelicale, che può rallentare o arrestare la progressione della malattia, purché effettuato in tempo. Non ci sono attualmente altre possibilità di trattamento.

LEUCODISTROFIA ATUOSOMICA DOMINANTE

La leucodistrofia autosomica dominante dell’età adulta (Adld) è una malattia rara caratterizzata da rarefazione della sostanza bianca del sistema nervoso centrale.

Si manifesta clinicamente con un esordio subdolo, di solito tra i 30 e i 50 anni, con disturbi vegetativi, incontinenza e impotenza maschile. Si osserva spesso una lunga storia di stitichezza, pressione bassa con episodi di pallore, stanchezza e confusione, seguiti da disturbi del movimento e della coordinazione dei movimenti (atassia).
La malattia è a progressione lenta e in genere il paziente non sopravvive più di 20 anni dall’esordio.

Le Cause

La malattia è causata da una duplicazione di un gene, chiamato lamina B1, situato sul cromosoma 5.

Si trasmette con modalità autosomica dominante:
“Un genitore con il difetto ha quindi una probabilità su due di trasmettere la malattia a ciascuno dei propri figli”

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’osservazione clinica, sostenuta da esami strumentali come la risonanza magnetica cerebrale: questo esame può infatti mettere in evidenza un’alterazione simmetrica e diffusa della densità della sostanza bianca, inizialmente soprattutto nei lobi frontali e nel cervelletto, poi anche nei lobi parietali e occipitali. La conferma definitiva avviene poi grazie all’analisi genetica.

Terapie e Trattamenti

Non esiste attualmente una cura definitiva per questa malattia.

Si possono migliorare le condizioni di vita del paziente con cure mirate al controllo dei sintomi clinici, principalmente l’ alterazione del controllo della pressione, che è il sintomo più invalidante.