USA – Cannabis, studio: migliore farmaco contro la Sla

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La cannabis potrebbe rivelarsi il migliore farmaco contro la terribile malattia degenerativa sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Lo rivelano i ricercatori della School of Medicine dell’univesità di Washington in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Hospice and Palliative Care.
Nonostante la nostra comprensione dei meccanismi molecolari della sclerosi laterale amiotrofica (Sla) sia migliorata, scrivono gli autori, non esistono ancora terapie davvero efficaci. In questa malattia, spiegano i ricercatori, si verificano simultaneamente diversi processi fisiologici anormali. Per potervi far fronte, sarebbe necessaria una terapia basata su una molteplicità di farmaci, tra cui antagonisti del glutammato, antiossidanti, anti-infiammatori che agiscono a livello centrale, modulatori di cellule microgliali, un agente antipoptico, uno o piu’ fattori di crescita neurotropica e un agente che accresce le funzioni mitocondriali.
Incredibilmente, scrivono i ricercatori, la cannabis sembra agire in tutte queste aree. La cannabis ha infatti potenti effetti antiossidanti, anti-infiammatori e neuroprotettivi. Somministrata a topi con Sla, la cannabis ha provocato un allungamento della vita delle cellule neurali, ha posticipato l’emergere dei sintomi e ha rallentato la degenerazione della malattia. La cannabis ha anche proprietà utili alla gestione dei sintomi della Sla, grazie alle sue proprietà analgesiche, di rilassante muscolare, broncodilatanti, di riduzione della salivazione, di stimolazione dell’appetito e favorisce il sonno.
Quando si parla di Sla, scrivono gli scienziati, sia dal punto di vista delle cause che dei sintomi della malattia, la cannabis dovrebbe immediatamente essere oggetto di sperimentazione clinica. Basandosi sull’evidenza scientifica fin qui raccolta, concludono i ricercatori, è ragionevole pensare che la cannabis possa rallentare in modo significativo il progredire della Sla, potenzialmente allungare l’aspettativa di vita dei pazienti e ridurre significativamente i sintomi della malattia.

In occasione del convegno della Società per le Neuroscienze del 23-27 ottobre 2004 a San Diego, California, numerosi scienziati hanno presentato i risultati di una ricerca di base sulle possibili applicazioni cliniche dei cannabinoidi, compreso il morbo di Parkinson e la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA).

La Dr. Mary Abood, del California Pacific Medical Center di San Francisco, ha presentato ricerche sulla SLA condotte sugli animali. “Le nostre ricerche indicano che composti di marijuana selezionati, tra cui il THC, rallentano significativamente i processi patologici ed allungano la vita di topini affetti da SLA. La sola medicina approvata dalla FDA per la SLA, il riluzolo, prolunga la vita in media di due mesi. I risultati del nostro studio suggeriscono invece che una terapia a base di marijuana potrebbe avere un’efficacia molto più rilevante, consentendo un prolungamento della vita fino a tre anni o più”.

Un altro studio condotto su animali indica anch’esso che un cannabinoide può proteggere le cellule cerebrali dal danno prodotto dalla malattia di Parkinson. “Per la prima volta la nostra ricerca dimostra il valore neuroprotettivo dei composti marijuana-simili in un modello animale del Parkinson universalmente riconosciuto” ha aggiunto l’autore dello studio, il Dr. Andrea Giuffrida dell’Università del Texas a San Antonio.

(Fonte: comunicato stampa della Società per le Neuroscienze del 26 ottobre 2004)

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