10 Risposte alle domande per G. Golia

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Come sempre, da qualche mese a questa parte il metodo Stamina è motivo di forte discussione, spesso accesa, tra chi (centinaia di malati, associazioni e famiglie degli stessi) chiedono di poterlo provare, e chi, (medici e poche altre associazioni) chiedono lo Stop definitivo a tale metodo.

Sullo stesso si è espresso il Parlamento Italiano, votando favorevolmente per l’avvio della Sperimentazione (poi bloccata sul nascere dal Ministero della Salute), scatenando l’ira dei tanti malati (scesi più volte in piazza a protestare) e sollevando forti dubbi, che il programma Televisivo LE IENE SHOW ha messo in evidenza, ponendo in forte difficoltà la figura del Ministro Beatrice Lorenzin.

La Battaglia tra i Pro e Anti Stamina vive ogni giorno momenti di vera tensione sul social facebook, ove buona parte degli Anti Stamina tramite profili “FAKE” (utente che falsifica in modo significativo la propria identità) attaccano tutti coloro che (malati, famigliari, associazioni) sono a favore della terapia Stamina, vengono attaccati anche medici come C.Ricordi o  M.Villanova solo perché favorevoli alla Sperimentazione,  ma ultimamente bersaglio preferito degli “Anti” (oltre ai fondatori della Stamina Vannoni e Andolina), è Giulio Golia, autore di tutti i servizi del programma LE IENE in cui si parla di Stamina.

La Pagina Facebook di G.Golia da qualche giorno è piena di link contenenti 10 domande destinate all’Inviato, ora proviamo NOI a rispondere, vediamo cosa succede, poi vi spiegheremo il perché:


D1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?

R1. Non crediamo servano le Iene per convincere il Prof. Vannoni a rendere pubblico il metodo, crediamo che serva in primis un segnale concreto dal mondo scientifico Italiano, il quale in questi mesi non ha fatto altro che collezionare commenti, e giudizi mostrando un chiaro pregiudizio su tale metodo, bisogna ricordare che tale atteggiamento della comunità scientifica Italiana è ormai tristemente ripetuto da diversi anni, ne è prova il MDB, quindi tale posizione critica rende di fatto difficile se non impossibile ogni tipo di confronto.

D2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?

R2. Esiste un termine che si chiama Privacy, molti malati in cura in realtà evitano di farsi riprendere, e tale decisione va rispettata.

D3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?

R3. Falso, Puntata 20/04/2013 ( e qui potete vedere il video ) al minuto 3.44  G.Golia introduce: alcune famiglie dell’associazione Famiglie SMA ci tengono a dare il messaggio a tutti quelli a cui è stata diagnosticata questa terribile malattia e che vorrebbero provare la strada delle cure compassionevoli con le staminali a Brescia.

D4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?

R4. Semplice, E.Molino, D.Vannoni, M.Andolina, sono un gruppo, non una singola persona.

D5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?

R5. Precisiamo, si ritorna al discorso della Privacy,  le persone mostrate in video hanno accordato alla diffusione di materiale protetto da privacy, per la SMA1 invece ricordiamo che l’esclusione è dovuta al poco tempo utile concesso dalla sperimentazione per vedere i primi risultati, infatti LE IENE hanno mostrato i bambini SMA1  (in particolar modo Celeste) in cura da molto tempo, è doveroso ricordare che Celeste ha ottenuto grandi miglioramenti documentati, e confermati anche dal Dott.Bach, )(Celeste è in cura da due anni), inoltre segnaliamo che anche nella SLA per motivi di tempo è stata scelta solo la forma Bulbare.

D6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?

R6. L’autore di questa domanda risulterà seriamente poco pratico di diritto, precisiamo che si parla ancora di indagini, e non di condanna, e che le stesse ad oggi non hanno nessuna rilevanza, la stessa spetta ove sussista un verdetto di condanna, che ad oggi risulta assente.

D7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?

R7. PARZIALMENTE FALSO, Puntata 20/04/2013 ( qui il video ) al minuto. 4.23  G.Golia introduce: visto che parte del mondo scientifico esprime forti dubbi sull’efficacia di questi trattamenti e sulle possibili controindicazioni ed effetti collaterali, siamo andati a Torino ad incontrare un ingegnere aerospaziale che le staminali del Prof. Vannoni le ha provate su di se già nel 2008, ovvero 5 anni fa. Per altro verso, i pazienti inseriti nelle indagini siete sicuri che non vogliano tutelare la loro privacy? Si ricorda giusto qualcuno che tempo fa trovò spazio sul Corriere, eppur a conti fatti l’uomo in questione risulta ancora vivo, saranno i casi della vita… hehehe.

D8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?

R8. “frode scientifica”, è un termine dal forte peso che va corredato di atti e sentenze giuridiche che tutt’ora sapete bene non esistono, del resto Vannoni subisce accuse quotidianamente, e ciò motiva lo stato di forte tensione attorno alla vicenda, in merito alle controversie pre sperimentazione è doveroso rimarcare tale situazione: Il Ministro Beatrice Lorenzin risulta colpevole assieme al suo Ministero di non aver mai accolto le richieste avanzate dalla Fondazione Stamina e dalle Associazioni di malati, ovvero l’inserimento nel Comitato Scientifico di almeno due componenti segnalati dalla Fondazione Stamina, la stessa proprio per richiamare ancor di più la trasparenza nei confronti dei malati, ha avanzato richiesta di inserire un CRO di esperti internazionali del campo medico/scientifico in grado di valutare l’intero svolgimento della sperimentazione.

Tali richieste sono state respinte.
Il Comitato Scientifico è stato deciso unicamente dal Ministero, il quale non ha inserito nessuna delle Associazioni che chiedevano di poter far parte di un Comitato di malati, a garanzia degli stessi.

Tali rifiuti ingiustificati hanno dato carta bianca al Ministero per poter decidere chi inserire nel Comitato, lo stesso che ha deciso la bocciatura della sperimentazione, presieduto da Fabrizio Oleari, Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) già fortemente criticato per tale nomina nel febbraio 2013 in quanto allora eletto pur non avendo i requisiti richiesti dal Ministero, infatti lo stesso Presidente del Comitato Scientifico Oleari, è stato più volte sottoposto a critiche in quanto non possiede alta e riconosciuta professionalità documentata in materia di ricerca e sperimentazione, proprio una delle attività principali dell’Istituto Superiore di Sanità.

D9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?

R9. oltre i dati, corredati di cartelle cliniche dei pazienti trattati a Brescia, esistono pubblicazioni internazionali CELL R4 favorevoli a Stamina, giustificando di fatto gli oltre 100 malati che ad oggi hanno ottenuto parere favorevole per l’accesso alla terapia compassionevole.

D10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

R10. Non spetta certamente a G.Golia assumersi tali responsabilità, bensì a chi tutt’oggi nega la possibilità al malato di provare tale percorso compassionevole, ed a chi non consente una corretta e seria sperimentazione, la dubbia inefficacia del metodo decade in automatico fin quando non si consentirà un Trial sperimentale, e ciò si risolverà solo se la comunità scientifica italiana abbandonerà le sue posizione preconcette.


Le risposte le abbiamo date noi, malati di Vivalavita Onlus Italia, perché vorremmo farvi capire, che mai nessuno soffre più di noi, costretti a sopportare tale vergognosa situazione che ha come primo responsabile il mondo scientifico Italiano, Noi lo ripetiamo, e non ci stancheremo mai di ripeterlo:
Per noi, l’unica soluzione è ripartire da zero, fare una sperimentazione SERIA, con un CRO super partes, e con una commissione di veri esperti che dia una risposta alle famiglie che, (come sottolinea lo stesso Dott. Villanova) di questa storia non hanno alcuna colpa se non quella di avere sperato di assicurare ai propri cari una vita migliore sottoponendoli ad un trattamento non sperimentato con il quale, tuttavia, affermano di notare miglioramenti clinici.
Tale seria vicenda non si risolve di certo dicendo NO alla sperimentazione, e peggio ancora Negando la libertà di trattamento con cure compassionevoli che, (ricordiamo nuovamente a chi ancora non sa o forse fa finta di non sapere) come specificato dalla legge Turco/Fazio non necessitano di sperimentazione clinica.

2 Commenti

  • 24 Ottobre 2013

    leoniDAM

    1) portare come confronto il caso Di Bella non mi sembra una cosa positiva…

    2) In uno dei primi video a Le Iene se non sbaglio il padre di Celeste diceva che avrebbe lasciato la terapia se dopo 2 infusione non avesse visto miglioramenti, la terapia l’ha continuata evidentemente avrà visto qualche miglioramento dopo poche settimane, questo va in contraddizione con quanto affermato da Vannoni, inoltre se una (presunta) cura non riesce a mostrare neanche minimi segni di miglioramento dopo 18 mesi, non so quanto possa essere considerata efficace…

    3) Per finire il prof. Bach (da voi citato) successivamente si mostra molto scettico nei confronti della terapia di Vannoni: http://daily.wired.it/news/scienza/2013/10/17/bach-stamina-vannoni-video-463487.html

    4) Sarebbe interessante capire dove sono documentati i miglioramenti di Celeste e di tutti gli altri pazienti…

    5) Se è vero che non si può definire una persona delinquente fino a che non c’è stata una sentenza definitiva è altrettanto vero che non si può pretendere che una terapia per la quale non esiste alcuna documentazione, non esiste alcuna pubblicazione, non esiste nessuna sperimentazione in vitro tanto meno in vivo, sia definita come “la Cura” tanto meno che sia somministrata in strutture pubbliche!

    6) Sarebbe il caso di leggerla la legge allora:
    http://gazzette.comune.jesi.an.it/2003/173/2.htm
    Art. 2.
    1. L’autorizzazione all’uso del medicinale di cui all’art. 1 puo’
    essere rilasciata soltanto qualora ricorrano le seguenti condizioni:
    a) il medicinale sia gia’ oggetto, nella medesima specifica
    indicazione terapeutica, di studi clinici sperimentali, in corso o
    conclusi, di fase terza o, in casi particolari di condizioni di
    malattia che pongano il paziente in pericolo di vita, di studi
    clinici gia’ conclusi di fase seconda;
    b) i dati disponibili sulle sperimentazioni di cui alla lettera a) siano sufficienti per formulare un favorevole giudizio sull’efficacia e la tollerabilita’ del medicinale richiesto.

    Il decreto DM 08/05/2003 è stato successivamente modificato dal DM 07/11/2008, imponendo che I farmaci per poter essere utilizzati all’interno delle “cure compassionevoli” devono essere prodotti secondo le GMP:
    art. 1 (così come modificato dal DM 07/11/2008)
    1. Un medicinale prodotto in stabilimento farmaceutico o importato secondo le modalita’ autorizzative e i requisiti previsti dall’art. 13 del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e dal Capo III del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 200, sottoposto a sperimentazione clinica sul territorio italiano o in
    Paese estero, privo dell’autorizzazione di cui all’art. 8 del decreto legislativo del 29 maggio 1991, n. 178, puo’ essere richiesto all’impresa produttrice per uso al di fuori della sperimentazione clinica quando non esista valida alternativa terapetica al trattamento di patologie gravi, o di malattie rare o di condizioni di malattia che pongono il paziente in pericolo di vita.

    Mentre la legge 94/98 dice:
    2. In singoli casi il medico puo’, sotto la sua diretta
    responsabilita’ e previa informazione del paziente e acquisizione del
    consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto
    industrialmente per un’indicazione o una via di somministrazione o
    una modalita’ di somministrazione o di utilizzazione diversa da
    quella autorizzata, ovvero riconosciuta agli effetti
    dell’applicazione dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 21
    ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n.
    648, qualora il medico stesso ritenga, in base a dati
    documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato
    con medicinali per i quali sia gia’ approvata quella indicazione
    terapeutica o quella via o modalita’ di somministrazione e purche’
    tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su
    pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale.

    Per finire l’art. 1 comma 4 della legge 536/96 dice:
    4. Qualora non esista valida alternativa terapeutica, sono erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, a partire dal 1 gennaio 1997, i medicinali innovativi la cui commercializzazione e’ autorizzata in altri Stati ma non sul territorio nazionale, i medicinali non ancora autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica e i medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, inseriti in apposito elenco predisposto e periodicamente aggiornato dalla Commissione unica del farmaco conformemente alle procedure ed ai criteri adottati dalla stessa. L’onere derivante dal presente comma, quantificato in lire 30 miliardi per anno, resta a carico del Servizio sanitario nazionale nell’ambito del tetto di spesa programmato per l’assistenza farmaceutica.

    In sostanza attualmente sembra essere totalmente illegale la somministrazione di tale terapia visto che le cellule NON vengono prodotte in GMP tanto meno la terapia si trovano in una fase di sperimentazione clinica ne di fase 2 ne di fase 3, non si tratta di un farmaco approvato all’estero, ne di un farmaco approvato ma da volersi impiegare per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, ma trascurando questo, resta il fatto ho dei dubbi sull’autorevolezza CellR4, che bisogna capire se quello pubblicato lì sia un articolo di commento di Ricordi o un vero articolo scientifico e se si quali dati riportava questo articolo dato che non ho visto da nessuna parte citazioni ad esso, è vero che esistono le cartelle cliniche, ma appunto se Vannoni le ha, pubblichi i dati che si possono ottenere analizzandole!
    Già sarebbe qualcosa avere questi dati…

  • 23 Ottobre 2013

    spasqualato

    Buongiorno,
    mi permetto timidamente di fare un solo commento, in particolare alla prima risposta data alle dieci domande.
    Il metodo scientifico, quello che ci ha permesso -da Galileo in poi- di avere una qualità della vita che migliora di decennio in decennio, se non di anno in anno, prevede che risentimenti, pregiudizi e opinioni personali non facciano parte del metodo di giudizio.
    Ogni scienziato che si rispetti presenta i suoi metodi e risultati e viene giudicato dai suoi pari.
    Nessuno deve convincere il sig. Vannoni a rendere pubblico il metodo, se non desidera sia pubblico. Ma se vuole che lo stato italiano -cioè noi, la comunità- investa in questo metodo, ha l’obbligo di presentare alla comunità scientifica metodi e risultati, negli standard in vigore nella comunità scientifica.
    Così tutti potremmo vedere se dice panzane o se dice cose serie.
    Questo non lo ha ancora fatto, e non si capisce il perché. Se non si fida della comunità scientifica italiana, presenti i dati alla comunità scientifica internazionale. Se non si fida manco di quella, ci spiace, ma quello che fa non è scienza.

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