Un secchio d’acqua gelata in testa e un selfie da postare sui social. E’ la beneficienza ai tempi di Buzzfeed. Virale, divertente, animata e legata profondamente all’immagine. Basta farsi un giro su Twitter con l’hashtag #IceBucketChallenge per rendersi conto che la moda dell’estate non è stata lanciata sulle spiagge. Ma è nata lì in rete, tra un cinguettio di un ragazzino annoiato e una foto degli ultimi massacri di Isis. A (ri)lanciarla è stata un’associazione benefica che raccoglie fondi per la ricerca alla Sla e che in meno di un mese, grazie a questa strategia di marketing, ha incassato 5.7 milioni di dollari. Il meccanismo è simile alla catena di Sant’Antonio e sfrutta una consuetudine in voga negli spogliatoi sportivi statunitensi, dove alla fine dei campionati, in caso di vittoria, parte la gara di gavettoni.
A dare il via all’iniziativa è stato Pete Frates, 29enne ex giocatore di baseball del Boston College cui è stata diagnosticata la SLA due anni fa, e che ha deciso di fare tutto il possibile per promuovere la ricerca su questa malattia. Tradotta sui social la Ice Bucket Challenge funziona così: ciascuno deve sfidare almeno tre persone a rovesciarsi in testa un secchio di acqua ghiacciata entro 24 ore. Chi non accetta deve pagare pegno. Che, in pratica, significa donare i suoi soldi alla causa. Inutile dire che il contributo dei vip della Silicon Valley come Zuckerberg, Sheryl Sandberg, Bill Gates, Tim Cook, Satya Nadella, Jeff Bezos e Dick Costolo ha reso la catena molto piùcool. Gli amministratori delegati del tech si sono sfidati tra di loro, ridendo e sogghignando nei loro selfie video postati su YouTube e rilanciati dai blog dei loro colossi e dalle loro pagine Facebook. Poi oltre a mostrarsi al mondo bagnati come pulcini hanno anche tirato fuori il libretto degli assegni. Manco a dirlo lo star system americano non si è tirato indietro con, tra gli altri, Justin Timberlake, Martha Stewart che si sono prestati allo scherzo. E se il mondo non ha visto anche il presidente Obama ricoperto d’acqua, è stato solo perché il suo ruolo istituzionale gliel’ ha impedito. Poi, nel corso dei giorni, sono stati organizzati rovesciamenti di secchi di gruppo in varie città: anche i comuni mortali hanno deciso che la faccenda era divertente e la sfida è arrivata perfino in Italia coinvolgendo i giocatori della Roma.




