Noi Rischiamo la Vita, Voi la Carriera!

Ultimamente stiamo ricevendo diverse lamentele ( le chiamiamo così ma in realtà sono vere e proprie mail scritte da persone con malattie gravissime che ci segnalano seria disperazione).

Abbiamo deciso di raccontare la storia di quattro malati, (tre adulti affetti da Sclerosi Multipla e Sla, un minore di 8 anni affetto da SMA1).

I due pazienti affetti da Sla, hanno ricevuto prescrizione del Dott. Andolina (Vice Presidente Stamina Foundation) il 24 aprile ed il 1 maggio 2013, entrambi da oltre 6 mesi, attendono che i giudici della sezione Lavoro, diano il permesso per accedere alla terapia a base di staminali mesenchimali del metodo Stamina.

Il primo dei due, è riuscito dopo tanto tempo ad ottenere nel mese di agosto 2013 l’ok per essere inserito in lista d’attesa.

Tuttavia lo stesso ci segnala che, quella lista  risulta bloccata  da oltre 4 mesi ,al contrario l’altro malato Sla, pur avendo ottenuto due (si) da parte del giudice (parere positivo espresso utilizzando il termine cell-factory) è costretto a dover modificare tale sentenza, poiché la struttura Ospedaliera di Brescia  approfitta di tale imprecisione del giudice, per inserire tali richiedenti malati in una lista che non ha nessuna valenza.

Lo stesso vale per il piccolo affetto da Sma1 che rischia ,oltretutto,dopo due (si), di ricevere parere negativo,quello che ha appena ricevuto una malata di Sclerosi Multipla, vincitrice in prima istanza di una sentenza, che tuttavia si è vista successivamente negare in seconda istanza dal giudice, il quale ha accolto successivamente la volontà degli Spedali Civili di Brescia, i quali ormai da mesi, si costituiscono contro ogni malato richiedente l’accesso alla cura compassionevole (l’Ospedale ha fin ora investito oltre 500.000 € in spese di avvocatura).

Ultimamente tali giudizi che negano la libertà di accesso a terapie compassionevoli, è viziato da una cattiva informazione, quella che alcuni scienziati e alcune Associazioni (dai Bilanci Aziendali) svolgono da mesi.

E’ dovere precisare che la bocciatura della sperimentazione attiene ad un metodo standardizzato totalmente differente da quello che Stamina utilizza a Brescia, e che come De Ferrari tiene a ricordare nei passaggi che hanno portato Stamina Foundation a varcare le porte del principale ospedale cittadino. «Il metodo arrivò a Brescia dopo aver ricevuto il benestare di Aifa. L’agenzia certificò che quel trattamento era in linea con il decreto sulle cure compassionevoli, e di fronte alle nostre perplessità come Comitato etico, Aifa ribadì che non c’erano condizioni ostative alla pratica del trattamento. Ci sarebbe da capire cos’abbia indotto l’agenzia del farmaco a cambiare idea in pochi mesi, dato che fu un diretto intervento dell’Agenzia italiana del farmaco nel maggio 2012 a bloccarne la somministrazione. poi successivamente ripresa su volere dei giudici»

E’ doveroso oltretutto ricordare che,mentre in Italia quasi tutte le infusioni di staminali di tipo ematico o neurale sono definite TRAPIANTI, per Stamina, la Comunità Scientifica preme per obbligare la Fondazione diretta da Vannoni a riprodurre le cellule in laboratori farmaceutici.

Oltretutto le Associazioni contrarie a tale metodo rappresentano la netta minoranza dei malati,basti pensare che i richiedenti del metodo Stamina, sono oltre 1000 malati in soli 8 mesi, di cui 36 malati in cura, ed oltre 140 in lista d’attesa, ai quali vanno sommati oltre 920 malati che hanno ricevuto rifiuto da parte del giudice, e tali numeri sono giornalmente in continuo aumento.

Noi come Associazione Viva la Vita Onlus Italia abbiamo fin dal principio sposato la libertà singola di ogni malato di poter decidere come curarsi.

In questo modo rappresentiamo assieme ad altre Associazioni,quali Movimento Vite Sospese,Sicilia Risvegli Onlus,Asamsi Onlus e Movimento Pro Stamina Italia, la netta maggioranza dei malati italiani affetti da malattie neuro-degenerative.

Tuttavia segnaliamo l’atteggiamento poco serio della neo Senatrice Elena Cattaneo, attualmente in tour per le varie conferenze italiane, ove sistematicamente giudica in maniera chiaramente negativa il metodo Stamina, confermandosi scorretta poiché puntualmente evita il confronto con la Presidenza di Stamina, negando di fatto la possibilità di un contraddittorio.

Ci rivolgiamo a lei cara Elena Cattaneo, vorremmo lanciarle una sfida, noi siamo pronti a rischiare la vita, quindi siamo disposti ad essere sottoposti ad un minimo di 10 infusioni di tale metodo entro 14 mesi, vi chiediamo, siete disposti a rischiare la vostra carriera se tali staminali funzionano?

Cosa risponderete, (se tale terapia si dimostri valida), a quelle famiglie che hanno visto morire i propri cari in attesa di tale terapia?

Potremmo in quel caso incolparvi di crimini contro l’umanità.

Di una cosa siamo certi, possiamo tranquillamente accusarvi di cinica negazione della realtà, chiusura culturale, la stessa che ostacola la vera medicina, perché la vostra colpa è quella di farvi chiamare scienziati, quando in realtà non potreste mai essere definiti tali, in quanto vi manca curiosità e libertà di osservazione, la stessa che ha reso questo Paese celebre per la vergogna con la quale si è voluto ostacolare nel 1998 il METODO DI BELLA.

1 Commento

  • 18 Novembre 2013

    Lorenzo Bosisio

    viva la vita Dovete obbligare Vannoni a ripresentare il protocollo,anche se dovesse arrivare a qualche compromesso! Così non lo faranno MAI andare avanti troppa gente rema contro.
    (ma cosa è quella terza “faccia” vicino alla ministra e alla senatrice?)

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