Stamina, il Tar dà Ragione a Vannoni, Lorenzin K.o.

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Davide Vannoni (Fotogramma)Davide Vannoni (Fotogramma)

Il Tar del Lazio dà ragione a Davide Vannoni, presidente di Stamina: i giudici infatti hanno sospeso il decreto di nomina della commissione scelta dal Ministero della Salute che ha bocciato il «metodo Stamina» prima ancora che lo stesso partisse in un vero e proprio Trial.

Di conseguenza è sospeso anche il parere contrario alla sperimentazione, parere che in questi mesi ha condizionato le decisioni dei giudici, chiamati ad esprimersi nei singoli casi di accesso alla cura compassionevole, infatti lo stesso parere ha dato man forte agli Spedali Civili di Brescia che hanno di fatto bloccato la Lista d’attesa, quindi non rispettando le ordinanze emesse su oltre 150 malati, tutt’oggi pur idonei al trattamento, ma ancora in attesa di cure.

È stato dunque accolto il ricorso del presidente di Stamina, Davide Vannoni.

«AVVIARE ISTRUTTORIA» – Nell’ordinanza, i giudici amministrativi hanno anche invitato il Ministero della Salute ad avviare un’istruttoria approfondita sul «metodo Stamina». Vannoni ha contestato davanti al Tar la composizione della commissione scientifica del Ministero che ha bocciato la sperimentazione, sostenendo che gli esperti non sono stati imparziali e che alcuni membri si sono espressi contro il metodo prima ancora di essere nominati, le varie associazioni pro libertà di cura, già nel luglio 2013 manifestarono tali imparzialità alla Dott.sa Marletta, (Dir. Ministero Salute) che non accolse nessuna richiesta a lei avanzata, di seguito i componenti del comitato: Fabrizio Oleari, Luca Pani, Alessandro Nanni Costa, Maria Grazia Roncarolo, Vincenzo Silani, Bruno Dallapiccola, Generoso Andria, Stefano Di Donato, Antonio Federico, Maurizio Scarpa, Giulio Cossu, Luigi Pagliaro, Amedeo Santossuoro, Patrizia Popoli, Maria Cristina Galli. Nessuno di loro ha voluto commentare la sentenza del Tar.

ESPERTI FAVOREVOLI – Secondo i giudici, è necessario che ai lavori del comitato scientifico che deve valutare l’opportunità di avviare una sperimentazione (per la quale erano stati stanziati tre milioni di euro) «partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non hanno già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore del metodo». «Non è stata garantita l’obiettività e l’imparzialità del giudizio, con grave nocumento per il lavoro dell’intero organo collegiale» scrivono i giudici, aggiungendo che «il requisito dell’indipendenza dei componenti del comitato scientifico è stato ritenuto essenziale anche dal Ministero della Salute» e che «tale indipendenza va intesa primariamente in senso ideologico (e dunque non necessariamente economico, come sembra affermare il Ministero nella memoria difensiva) e deve quindi concretizzarsi innanzitutto nel non approcciarsi alla sperimentazione in modo prevenuto, per averla già valutata prima ancora di esaminare la documentazione prodotta dalla Stamina Foundation».

CARTELLE CLINICHE – Infine, i giudici ritengono che, «prima di esprimere il parere negativo all’inizio della sperimentazione, il comitato avrebbe dovuto esaminare le cartelle cliniche dei pazienti che erano stati sottoposti alla cura presso l’Ospedale civile di Brescia. Pazienti che, dai certificati medici versati in atti, non risultano aver subito effetti negativi collaterali».

VANNONI – Intanto la sperimentazione va avanti a Miami. «Dopo il 10 gennaio inizieremo una sperimentazione biologica del metodo Stamina a Miami, insieme al professor Camillo Ricordi, lo scienziato italiano che dirige il centro trapianti cellulari e il Diabetes Research Institute della città americana».
Ad annunciarlo il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni. «Saranno fatti test approfonditi sulle cellule, dai quali spero scopriremo qualcosa di nuovo- prosegue Vannoni- saranno dieci- quindici giorni importanti anche per poter eventualmente dare risposte ad attacchi ingiustificati che vengono mossi nei nostri confronti». «Contestualmente ho parlato con Ricordi anche della pubblicazione dei dati relativi ai pazienti trattati a Brescia» aggiunge Vannoni, che conclude «la battaglia che si sta conducendo in Italia è importante, non scappiamo in un altro Paese».

I MALATI –  Poco fa, si è espresso il Vice-Presidente dell’ass.VivalaVita Onlus Italia, Dott.Romagnuolo Savino Ivano, che intervistato ai microfoni di Rete Smash ha dichiarato «Attendiamo ulteriori dettagli, tuttavia questa verrà ricordata come una giornata nera per il mondo della medicina, la quale pare abbia abbandonato la voglia di ricerca a favore del pregiudizio» il Vice-Presidente aggiunge «già nel Luglio 2013 avevamo avanzato tali richieste direttamente al Ministero della Salute, rappresentato dalla Dott.ssa Marletta, non siamo stati accontentati abbiamo dovuto attendere sei mesi perché adesso anche il TAR ci dà ragione» Romagnuolo conclude «noi malati siamo i primi a volere una sperimentazione seria, tuttavia il ministero e le istituzioni finora hanno agito contro i nostri interessi facendo perdere tanto tempo, il quale ha prodotto già diverse vittime, qualcuno dovrà pagare per tali atti pertanto valuterò di richiedere le immediate dimissioni sia del Ministro Lorenzin sia della Senatrice a vita Elena Cattaneo, è assurdo che i malati vengano trattati così, appoggiamo la volontà di Vannoni che sta per avviare uno studio presso Miami con il Professor Ricordi, in attesa che possa finalmente partire una valida sperimentazione nel nostro Paese, che tenga presente il ruolo di NOI, associazioni di malati»

PROVVEDIMENTO TAR DEL LAZIO

FONTE: RETE SMASH

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