Da quando ne ho sentito parlare mi sono sempre chiesto perché l’avessero chiamato Nemo pensavo al termine nessuno nel senso di invisibile come spesso lo diventano i disabili agli occhi del mondo e delle istituzioni. Poi ho immaginato a quel simpatico pesciolino dei cartoni animati tanto adorato dei bambini e in effetti è così. Il centro clinico Nemo si chiama con me quel pesciolino animato dalla Pixar ma , solo visitandolo di persona con attenzione ho notato la pinna atrofica di quel pesciolino pagliaccio che nonostante la sua malformazione e con la premura del suo papà e dei suoi amici riesce ad affrontare con spensieratezza e coraggio il suo mondo.
La stessa attenzione e premura con le quali sono stato accolto al centro clinico Nemo dal direttore Renato Pocaterra E dal suo staff.
Si è trattata di una visita conoscitiva del centro in qualità di presidente di un’associazione viva la vita Italia ONLUS che si occupa di malattie neuromuscolari rare e degenerative.
Sono stato cortesemente accompagnato in questo modernissimo reparto situato al Niguarda di Milano da rappresentanti di Aisla che ringrazio e saluto in maniera particolare soprattutto Grazia Micarelli .
È stata una visita emozionante visitare un reparto particolare dove le qualità che citavo in premessa vengono applicate e trasmesse e soprattutto si respirano in ogni angolo e o particolare ;l’attenzione e la premura vengono messe soprattutto a disposizione del malato che nonostante le proprie difficoltà e disabilità, può sentirsi accudito e ben servito sia dal punto di vista sanitario che nel confort di degenza.
Il Nemo è sicuramente un modello di assistenza multidisciplinare di successo che sarebbe da prendere ad esempio su tutto il territorio nazionale tuttavia queste realtà possono esistere solo ed esclusivamente grazie al sostegno privato delle fondazioni e associazioni di malati che ovviamente va coniugato con efficienza e organizzazione per mantenere elevati standard qualitativi.
Bisogna in questo caso dare atto e ringraziare Aisla, Famiglie Sma , Fondazione Serena che hanno permesso la nascita e il sostegno di questo reparto che inserito in una struttura pubblica è al servizio di tutti sia per la diagnostica che per i day-hospital multidisciplinari.





1 Commento
Raffaele Romagnuolo
Quello che tu hai acclarato resta indescrivibile. Sicuramente trattasi di un centro clinico di elevate qualità a 360°, capace di soddisfare le esigenze di malati affetti da patologie “RARE”.
Mi chiedo: questo centro, sarebbe nato senza il sostegno delle associazioni da te menzionate?
Se la risposta è no, perché?
Perché centri clinici di tale portata non possono essere dislocati in ogni regione? Se il diritto alle cure spetta ad ogni malato, perché questo non viene programmato a livello nazionale?
Lo sperpero della sanità fa paura! Costantemente e continuamente assistiamo alle frodi penetrate nel servizio sanitario. Non dimentico i lingotti d’oro trovati nella casa di un ministro della sanità.
Caro Presidente, come dice Savino, “il tempo dei malati non e il tempo della politica”, quindi inviterei tutte le associazioni ad un tavolo tecnico per decidere sul da farsi. Sono convintissimo che unendo le forze delle associazioni, riusciremo ad ampliare il raggio di azione di centri clinici di elevata qualità.